Come Guadagnare di più restando un Dipendente [aggiornamento 2026]

Questo articolo su Come Guadagnare di più restando un Dipendente è stato scritto ed ebbe un grande successo nel lontano 2013… altro mondo quindi… altri tempi… eppure alcuni concetti sono ancora validi…
In ogni caso, qui trovi al versione aggiornata al 2026…
Contenuti Principali
Ti sei mai detto “Vorrei guadagnare di più” oppure ti sei mai chiesto “Cosa potrei fare per guadagnare di più?”
Per la maggior parte delle persone, la più grande fonte di potenziale ricchezza è lo stipendio. Nulla di male in questo, non è infatti obbligatorio diventare un imprenditore o un investitore per guadagnare di più.
Si può quindi migliorare il proprio benessere economico, a patto che sia chiaro, a chi vuole continuare a fare il dipendente, che deve necessariamente guadagnare alcuni punti percentuali in più di stipendio (mediamente ogni anno) e far sì che questo accada costantemente, anno dopo anno, per un lungo periodo.
Purtroppo però, la maggior parte dei dipendenti non riesce e non sa come ottenere questo risultato…
Dopo aver letto le prime righe potresti essere tra quelli che hanno pensato: “Sì certo guadagnare di piu ogni anno… magari… ma le raccomandazioni… la fortuna… la politica… l’azienda… il Capo… l’inflazione… la Crisi…” insomma potresti propormi tutta una serie di alibi scegliendo attentamente tra quelli più comuni.
Credo quindi che quello che ti interessa maggiormente è capire se c’è un modo per conseguire sempre quel X% in più l’anno, giusto?
Sì c’è, e se ti allinei a questo pensiero, potresti fare grandi cose in non più di 20 anni.
E c’è anche di meglio… potresti anche pensare di ottenere aumenti del 5% o del 10% l’anno!
Troppo bello per essere vero? Forse…

Ma prima di mostrarti come, lascia che ti dica una cosa che nel 2013 non era ancora vera e nel 2026 lo è diventata: oggi esistono leve fiscali e strategie negoziali che permettono a un dipendente di incassare più di quanto accadeva allora…
Ne parleremo tra poco. Ma intanto continua a leggere, perché il ragionamento di fondo resta lo stesso di sempre.
Come funzionano gli stipendi (e perché la maggior parte dei dipendenti guadagna poco)
Iniziamo a valutare come funzionano gli stipendi in ambito business. Le aziende forniscono prodotti e servizi ai “consumatori” e le imprese sane misurano il loro successo sempre in termini di profitti a lungo termine.
Come dipendente di un’azienda quindi, il tuo lavoro deve aiutare l’azienda a produrre quei profitti a lungo termine.
Potresti pensare che il tuo lavoro è qualcosa di diverso, che il tuo compito è solo quello di rispondere al telefono, di approntare del materiale o di occuparti del marketing… Niente di più sbagliato!
Il tuo compito, che tu o il tuo capo (o addirittura la tua azienda) ne siate consapevoli o meno, deve essere quello di produrre profitti a lungo termine.
Il segreto quindi per ottenere aumenti costantemente sopra la media ogni anno, è assumerti la responsabilità fondamentale di comprendere che devi trasformare qualsiasi lavoro tu stia facendo ora, in modo tale che esso produca quei profitti a lungo termine.
Prima e meglio riuscirai in questo, più soldi farai!
Anche su questo qualche esempio…
I venditori in genere guadagnano di più dei contabili. Questo non accade perché i venditori sono più intelligenti dei ragionieri, né perché lavorano necessariamente di più.
E’ solo che normalmente il loro lavoro viene visto come economicamente più prezioso (permettono di fatturare…) di quello che fanno i contabili. Questa è la sola e unica inconfutabile ragione per cui sono pagati di più!
Devi sempre tener presente che i ruoli aziendali e i salari “convenzionali” sono l’80% della forza lavoro, ma è nella maggior parte del restante 20% che troviamo normalmente le persone che sono “considerate” più profittevoli ed è solo qui che il mondo degli affari si rende sempre disponibile a premiare le persone.
C’è infine un piccolo gruppo di dipendenti, circa il 25% di quel 20% (4% del totale) che percepiscono in media aumenti sempre maggiori degli altri.
Detto ciò…
Non ci sono molte competenze tra cui scegliere in questo senso…
Se vuoi guadagnare di più, molto più denaro di quanto stai facendo ora, quasi certamente dovrai orientarti verso una delle attività per cui le imprese offrono tradizionalmente cifre più importanti come, ad esempio, vendite, marketing e finanza per restare sul tradizionale, a cui se ne sono aggiunte altre altrettanto remunerative come, ad esempio, data analysis, cybersecurity, cloud computing e l’uso strategico dell’intelligenza artificiale.
Ora potresti dirmi: “…ma io non so nulla di vendite, marketing, finanza o AI… io sono solo un operaio o un semplice impiegato…”
Non preoccuparti, anche se non puoi (per ora) occuparti di una di queste attività, puoi comunque guadagnare di più, aumentando il tuo stipendio… basta che tu produca Valore per la tua azienda.
Prima che tu possa pensare a qualsiasi scusa o alibi, ti fornisco un elemento specifico su cui riflettere…
Io non sono nato ricco, ne laureato, ne manager, ne imprenditore, ne già finanziariamente libero. Il mio primo impiego è stato: operaio apprendista.
Capisci perché con me non puoi usare scuse o alibi?
Ecco quindi…
Cosa devi fare per guadagnare di più
Inizia a impegnarti subito per diventare un dipendente “più prezioso”.

Prezioso per il tuo reparto / ufficio / settore e per chi governa la tua attuale attività. Questi due obiettivi non sono necessariamente convergenti. Come già sai infatti, quello che il tuo capo pensa di te e quello che pensa chi ti sta intorno possono essere due cose diverse.
Il secondo obiettivo sarà quello di far si che, a poco a poco, il tuo capo e chi sta eventualmente sopra al tuo capo se ne renda conto. Prenditi questo impegno adesso per i prossimi 6 mesi/1 anno: Inizi a comprendere? Quando sarai riuscito in questo intento (crisi o non crisi) vedrai che sarai premiato anche economicamente e inizierai a guadagnare di più.
Se non sarà in grado di farlo la tua attuale azienda, con nuove competenze, capacità, performance e unicità, potrai sempre trovare un’altra azienda disposta a farlo.
E qui faccio una pausa per dirti una cosa importante: cambiare lavoro è una leva. I dati dicono che chi cambia azienda strategicamente ottiene aumenti mediamente più alti di chi resta. Se negli anni ’80 un professionista cambiava impiego 1-2 volte in tutta la carriera, oggi si parla di 6-7 cambi contrattuali. E le aziende moderne, quelle serie, lo vedono come un arricchimento, non più come un difetto.
Ma torniamo alle due domande-filtro, perché sono il cuore di tutto.
- come quest’azione/attività/competenza/responsabilità aiuterà la mia azienda ad aumentare la sua redditività a lungo termine?
- come quest’azione/attività/competenza/responsabilità porterà il mio capo a dover “dipendere” sempre maggiormente da me?
Potrai guadagnare di più, tanto quanto sarà maggiore il contributo al successo ed ai profitti che potrai offrire alla tua azienda.
L’intelligenza artificiale: il tuo nuovo alleato (non il tuo nemico)
Voglio fermarmi un secondo su un tema che nel 2013 non esisteva e nel 2026 è diventato il singolo fattore più sottovalutato da chi vuole guadagnare di più restando dipendente. Parlo dell’intelligenza artificiale.
La maggior parte dei dipendenti, di fronte all’AI, si divide in due categorie: c’è chi ne ha paura (“mi ruberà il lavoro”) e c’è chi la ignora (“a me non serve, faccio un altro mestiere”). Entrambe le posizioni sono perdenti.
La posizione vincente è una terza: usare l’AI come moltiplicatore della tua produttività personale.
I dati del 2026 sono inequivocabili. Il 94% dei lavoratori che usano regolarmente strumenti come ChatGPT, Claude, Copilot risparmia tra 1 e 7 ore a settimana. E chi integra l’AI nel proprio lavoro quotidiano supera la performance dei colleghi che non lo fanno di circa il 29%.
Traduciamolo nel linguaggio delle due domande-filtro:
- Prima domanda: usare l’AI per fare meglio e più velocemente il tuo lavoro aumenta la redditività dell’azienda? Sì, in modo dirompente.
- Seconda domanda: diventare in azienda “quello che sa usare l’AI” ti rende più o meno sostituibile? Infinitamente meno.
Non devi diventare un programmatore. Devi solo imparare a usare questi strumenti per scrivere meglio le mail, preparare report in metà tempo, analizzare dati, automatizzare attività ripetitive, costruire presentazioni. È una competenza che si acquisisce in poche settimane. E nel frattempo, quelle 4-7 ore che risparmi ogni settimana le puoi investire in attività a più alto valore aggiunto… magari quelle per cui poi chiederai un aumento.
Tutto chiaro? Bene, andiamo avanti.
Come chiedere l’aumento (e soprattutto, in che forma)
Sei preoccupato per come potrebbe reagire il tuo attuale capo dinanzi ad un tuo simile cambiamento?
Giusto farlo, ma basta restare umili, ringraziando sempre i colleghi che ti daranno una mano e considerando sempre che anche il tuo capo ha un ego che deve essere rispettato. Ricordati quindi di riconoscergli il giusto merito ogni volta che qualcuno si complimenterà con te per un risultato positivo — senza per questo rinunciare a rivendicare il tuo contributo quando è evidente.
Seguendo questa strategia che migliora la produttività dell’azienda e cercando di crearti sempre amici e mai nemici lungo la strada, il tuo percorso verso il successo sarà più semplice e più rapido.
Ma a un certo punto arriverà il momento di chiedere concretamente l’aumento. E qui nel 2026 hai delle armi che nel 2013 non esistevano. Te le spiego senza giri di parole.
Prima arma: il Dossier di Performance. Prima di qualsiasi colloquio, prepara un documento di una pagina con:
(a) i risultati concreti che hai portato in azienda con cifre e date
(b) il tuo valore di mercato rilevato su portali come JobPricing, Glassdoor o le Salary Guide di Hays e Michael Page
(c) la cifra che chiedi e in che forma.
I numeri parlano, le sensazioni no.
Seconda arma: la forma dell’aumento. Ed è qui che il 90% dei dipendenti italiani lascia soldi sul tavolo. Guarda questa tabella, è importante….
| Forma dell’aumento (1.000 € lordi) | Tassazione | Netto in tasca |
|---|---|---|
| Aumento classico della RAL | IRPEF ordinaria (23-43%) | circa 550-650 € |
| Premio di produttività (redditi privati fino a 80.000 €) | imposta sostitutiva agevolata | quasi il totale del lordo |
| Aumento da rinnovo CCNL (misure a sostegno del potere d’acquisto) | aliquota ridotta | sensibilmente superiore al netto ordinario |
| Straordinari, notturni, festivi | flat tax dedicata | superiore al netto ordinario |
| Welfare aziendale e fringe benefit (entro soglie di legge) | 0% | 100% del valore |
Le aliquote esatte previste dalla Legge di Bilancio 2026 sono fortemente agevolate rispetto all’IRPEF ordinaria, ovviamente verifica il tutto con un consulente del lavoro o con l’HR aziendale, perché sono spesso aggiornate anno su anno.
Ma il principio è chiaro: la stessa cifra lorda, a seconda di come viene erogata, ti arriva in tasca in misura molto diversa.
Terza arma: la Direttiva UE 2023/970 sulla trasparenza retributiva. È in corso di recepimento in Italia nel 2026 e progressivamente renderà obbligatorio per le aziende comunicare le fasce retributive per ruolo. Tradotto: avrai dati oggettivi su quanto guadagnano mediamente i colleghi nella tua stessa categoria. Una leva negoziale che fino a ieri semplicemente non esisteva.
Ecco quindi un esempio di un modo intelligente per chiedere un aumento nel 2026:
“Ho portato in azienda questi risultati concreti (dossier alla mano). Vorrei assumermi la responsabilità di questo ruolo/progetto/obiettivo, che può produrre per l’azienda un valore economico di x. In virtù di questo, mi piacerebbe avere un premio di produttività di y al raggiungimento del risultato, oppure un pacchetto welfare equivalente. In questo modo, l’azienda contiene il costo dei contributi e io massimizzo il netto. Mi sembra un’ottima proposta”
Questa non è elemosina. Questa è negoziazione.
Se hai seguito i 4 punti del piano, se hai costruito il dossier, se proponi uno scambio di valore e non un favore, diventa difficile per l’azienda dirti di no. E se te lo dice, hai una chiarissima indicazione: è ora di guardarsi intorno.
Costruisci relazioni (dentro e fuori dall’azienda)
Durante questo percorso, cerca di stabilire buone relazioni con tutti quei colleghi che hanno incarichi di responsabilità. Chiedi e soprattutto offri loro aiuto, tempo e comprensione quando ti è possibile.
L’obiettivo è di sviluppare una rete di relazioni con persone influenti che ti vedano di buon occhio.
Queste persone potrebbero risultare determinanti per la tua crescita, se il tuo capo, per qualsiasi motivo, non riuscisse o non volesse sposare la tua causa.
Se sei abile e fortunato, potresti trovare anche un mentore, cioè qualcuno che ti aiuterà a crescere rapidamente trasferendoti le sue esperienze.
Se ti è possibile, sviluppa relazioni anche con persone influenti di altre aziende del tuo settore. Non si sa mai. Se sei diventato unico e indispensabile, potresti anche trovare il giusto riconoscimento cambiando lavoro.
E qui c’è un altro grande cambiamento del 2026 rispetto al 2013: oggi queste relazioni si costruiscono in gran parte su LinkedIn. Nel 2013 LinkedIn in Italia era marginale. Oggi è il tuo CV vivente, il tuo portfolio, il tuo megafono professionale.
Se non pubblichi niente, non commenti, non condividi i tuoi risultati, per il mercato del lavoro semplicemente non esisti.
Non serve diventare un influencer. Basta scegliere 2-3 temi che conosci bene, commentare con intelligenza i contenuti dei colleghi del tuo settore, condividere ogni tanto un risultato o una riflessione professionale. Questo è personal branding, ed è la differenza tra essere “uno dei tanti” nel tuo ruolo e diventare un punto di riferimento riconosciuto.
Tutto questo può accadere in sei mesi, in un anno,… lo capirai quando tutti vedranno in te un collega del tutto diverso e più importante di altri. Quando questo accadrà, l’azienda inizierà a pensare a te come ad un “collaboratore” indispensabile.
Giunto sin qui potresti realmente pensare che sarebbe difficile chiedere un aumento e restare sempre, di anno in anno, sopra la media?
Forse adesso ti sembra molto più fattibile, vero?
E se volessi guadagnare ancora di più?
C’è un’ultima cosa che nel 2013 praticamente non esisteva in Italia e nel 2026 è ormai una strada battuta da migliaia di persone. Si chiama side hustle: un’attività secondaria che affianca il lavoro da dipendente e genera un’entrata extra.
Lo smart working ha restituito a moltissimi dipendenti da una a tre ore al giorno, quelle bruciate prima nel pendolarismo. Quel tempo è un tesoretto. Puoi usarlo per scrollare i social, oppure per costruirti una seconda gamba di reddito.
Nel settore privato italiano le strade legali sono due:
- Prestazione occasionale — entro certe soglie annue di compenso, senza Partita IVA, con ritenuta d’acconto. Ideale per iniziare e testare un’idea.
- Partita IVA in regime forfettario — se vuoi strutturare l’attività. Tassazione agevolata, adempimenti contenuti.
Attenzione però: verifica sempre le clausole di non concorrenza del tuo contratto da dipendente, e accertati di non entrare in conflitto di interessi con il tuo datore di lavoro.
Se sei un dipendente pubblico, le regole sono più restrittive. In generale c’è un divieto di secondo impiego, con eccezioni specifiche che vanno verificate caso per caso con il tuo ufficio del personale. Non dare nulla per scontato: fatti consigliare da un consulente del lavoro prima di partire.
Tra i side hustle più accessibili e redditizi per un dipendente oggi ci sono, ad esempiop, freelancing nelle proprie competenze, corsi online e tutoring, consulenza AI per piccole imprese, servizi digitali su piattaforme. Si inizia con poco, si scala se funziona.
Un avvertimento da Mentore, però: il side hustle deve appassionarti e alimentare la tua libertà finanziaria, non distruggere la tua salute. Pianifica il tempo con rigore. Se sceglie qualcosa di ingestibile che ti porta al burnout, hai perso la partita…
La regola d’oro: guadagnare di più non basta
Le abitudini che dovrai cambiare per puntare a quell’aumento annuo, saranno le stesse che ti aiuteranno a raddoppiare o triplicare il tuo stipendio nel prossimo futuro.
Le stesse che potrebbero portarti a essere un giorno un ottimo manager o magari, chissà, anche un abile imprenditore ;-)
Ma c’è una cosa che devo dirti, perché senza questa tutto il resto rischia di essere inutile. Guadagnare di più non ti rende ricco. Ti rende ricco quello che fai con i soldi in più che guadagni!
Esiste una trappola mortale che divora il 90% delle persone che ottengono aumenti, premi o entrate extra: si chiama inflazione dello stile di vita.
L’aumento arriva, e puntualmente arriva anche l’auto più grande, le cene fuori più frequenti, gli abbonamenti che non usi, le vacanze più costose. Risultato: guadagni il 30% in più e sei nella stessa identica situazione finanziaria di prima.
La strada è un’altra…
- Risparmi (fondo emergenze e imprevisti). Liquidità sicura, accessibile, non investita in strumenti a rischio. Conto deposito, strumenti garantiti. Serve a coprire imprevisti e spese future programmabili. I risparmi non sono investimenti. Chi ti dice il contrario, ti racconta balle.
- Investimenti. Una volta che il fondo emergenza è solido, ogni euro in più va investito in strumenti in grado di produrre reddito autonomamente.
Ogni euro che guadagni in più — aumento, premio, welfare, side hustle , .. deve finire in uno di questi due contenitori. Non nel tuo stile di vita. Altrimenti tra dieci anni guadagnerai il doppio ma sarai esattamente al punto di partenza. Credimi, è esattamente così!
Questo è l’obiettivo vero. Non guadagnare di più per spendere di più. Ma guadagnare di più per costruire la tua libertà finanziaria.
La condizione in cui il reddito passivo generato dai tuoi asset supera il costo della vita che desideri.
Questo è anche uno dei motivi per cui oggi, all’interno delle politiche per il welfare aziendale, ci sono aziende che ci chiedono di effettuare un corso sul “welfare finanziario“.
In ogni caso, cerca di iniziare, prima possibile un percorso che possa rivelarsi per te molto premiante.
In bocca al lupo!
Fabrizio “Jacque$ Jump” Diluca
Domande frequenti su come guadagnare di più restando un dipendente
Quanto dovrei chiedere di aumento di stipendio?
La regola empirica è tra il 5% e il 10% della tua RAL attuale. Parti dalla fascia alta per avere margine di negoziazione e supporta la richiesta con dati concreti sulle tue performance e con benchmark salariali del tuo ruolo. Nel 2026 valuta sempre se chiedere l’aumento sotto forma di premio di produttività o welfare: il netto in tasca è molto superiore a parità di costo per l’azienda.
Conviene cambiare lavoro per guadagnare di più?
I dati del 2026 mostrano che chi cambia azienda strategicamente ottiene aumenti superiori alla media. Ma il job hopping funziona solo se hai competenze richieste dal mercato e un profilo professionale curato. Il consiglio è di renderti prezioso dove sei, ma tenere sempre gli occhi aperti sulle opportunità esterne e il profilo LinkedIn aggiornato.
Meglio un aumento della RAL o un premio di produttività?
Nel 2026, per i dipendenti del settore privato sotto determinate soglie di reddito, il premio di produttività gode di una tassazione agevolata molto inferiore all’IRPEF ordinaria. Significa che, a parità di lordo, ti arriva in tasca molto di più. Verifica con il tuo consulente del lavoro le condizioni specifiche.
Posso avere un secondo lavoro da dipendente privato?
Sì, rispettando tre condizioni: verificare le clausole di non concorrenza del tuo contratto, non svolgere attività in conflitto d’interesse con il datore di lavoro, gestire correttamente la parte fiscale (prestazione occasionale entro le soglie di legge, o Partita IVA forfettaria oltre).
Posso avere un secondo lavoro da dipendente pubblico?
Per i dipendenti pubblici esiste un divieto generale di secondo impiego, con alcune eccezioni (attività occasionali, insegnamento, collaborazioni con enti no-profit). Le regole variano per comparto: verifica sempre con il tuo ufficio del personale.
Che cos’è il welfare aziendale e perché conviene?
Il welfare aziendale è un insieme di beni e servizi (buoni acquisto, rimborsi istruzione, previdenza integrativa, abbonamenti trasporti, pacchetti salute, assistenza familiari) che il datore di lavoro può erogare con esenzione fiscale entro determinate soglie. A parità di costo per l’azienda, ti arriva molto di più in tasca rispetto a un aumento lordo equivalente.
Quali competenze devo sviluppare per guadagnare di più?
Le aree più remunerative restano, ad esempio, vendite, marketing e finanza, a cui si aggiungono competenze come data analysis, cybersecurity, cloud computing e AI applicata. Ma la competenza trasversale più importante oggi è saper usare gli strumenti di intelligenza artificiale come moltiplicatore della propria produttività.
Come posso aumentare il mio stipendio netto senza chiedere un aumento?
Negoziando il tuo “pacchetto totale”: welfare aziendale, fringe benefit entro le soglie esentasse, previdenza complementare (deducibile fiscalmente), smart working (che vale qualche migliaio di euro all’anno in risparmi reali), premi di produttività a tassazione agevolata.
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un tram in faccia :-) sempre pazzescamente “diretto” e stimolante
grazie
grazie a te paxis :-)
ciao, io mi trovo in una situazione dove il mio capo mi chiede dei favori o delle cose in più da fare sfruttando il mio tempo,i miei mezzi e la mia disponibilità………ma senza essere ripagato o quanto meno ricevere dei riconoscimenti…..e ovviamente mi sento molto frustrato. come mi dovrei comportare? grazie in anticipo!!!!!!
Ciao carmeloman,
quello che ti viene richiesto arricchisce il tuo bagaglio di conoscenze/esperienze? Se questo accade, sarai comunque ripagato nel tempo e non necessariamente da questo capo…. se questo non accade tieni buoni rapporti ma inizia a cercare subito chi potrebbe apprezzare e remunerare meglio le tue qualità. Se poi queste ultime sono già di elevato livello, inizia a pensare se e come potresti trasformarle in una tua attività.
un abbraccio
Ho capito. ho capito che devo alzare il culo e darmi da fare altro che università… grazie JJ
Ciao Jacque$, articolo diretto, stimolante e sopra tutto utilissimo! ;-)
grazie iEnzo :-)
un articolo che fa veramente riflettere ma è anche motivante. grazie
grazie Sioux :-)
Al rientro dalle vacanze mi darò una gran mossa caro JJ. Anzi rientro prima perchè adesso voglio spaccare. Grazie davvero per questo articolo.
L’articolo è bello e stimolante, non c’è dubbio, leggendo i precedenti mi domandavo: quando scriverà quello per i dipendenti?
Il mio è un caso particolare, sono nelle forze di polizia e quindi nel mio ambito non posso chiedere aumenti, neanche dell’1%, ma solo fare concorsi x aumentare di grado, ma lo stipendio cambia poco, te l’assicuro. Cosa mi consigli?
Ciao, molto sinteticamente:
1) cambia lavoro e poi fai quanto riportato nell’articolo
2) diventa un imprenditore basandoti sulle tue passioni
2) resta dove sei e cerca di ottenere il massimo dalla tua gestione del denaro e degli investimenti
A te la scelta :-)
Mi sa mi sa, che, almeno x il momento, propendo x la terza ipotesi.
Grazie
In questo caso trovi molte info sia qui sul Blog sia partecipando ai nostri Corsi :-)
Un modo differente di pensare rispetto a quanto accade nella testa dell’italiano medio… approccio molto stimolante. Grazie
Interessante e stimolante. Posso solo rammaricarmi di non aver letto questo post nel 2013…
Grazie Amedeo! :-)
Questo articolo fa riflettere. Per quanto pensi di essere cresciuto sotto il profilo mentale, non è mai abbastanza. Una “svegliata” che ci voleva…
La ringrazio quindi e le faccio i complimenti per gli e-book, visto che, considerando quando sono stati scritti, sono ancora mostruosamente attuali.
Avrei voluto conoscere questo blog 10 anni fa… ma.. come si suol dire, non è mai troppo tardi.
Aspetto di conoscere la prossima data del suo corso. E’ mia ferma intenzione partecipare.
Grazie ancora e a presto
Grazie a te! Sarà un piacere incontrarti di persona :-)